Verde_il treno del the

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Salutato il boss della casa, con una corsa in tuk tuk “very quickly “, abbiamo preso il treno che da Kandy porta ad Ella attraversando le piantagioni di the , di cui un tratto é patrimonio dell’umanità dell’ unesco. ghe né an motivo!!! La meraviglia. A detta di tutti e tre probabilmente la cosa più bella ed emozionante mai vista prima. Affacciati al finestrino o seduti sulla porta del treno si presenta agli occhi un panorama mozzafiato: geometrie delle piantagioni , sfumature di verde ( tutte quelle che potete immaginare più almeno altre cento), i colori delle case e dei sari sgargianti delle donne. Poi ti giri e c’è il bimbo a fianco che ti guarda e parla all’orecchio dell’amico sfoggiando un sorriso a trecentosessantadue denti bianchi. Come puoi non innamorartene? Con quei loro occhi scuri e profondi rimani abbagliato dal loro splendore.
Ora c’è un po’ di nebbia e pioggerella ma devo dire che anche così il paesaggio ha tutto il suo fascino. Bebo come al solito nel frattempo si è fatto amico un gruppo di ragazzi di colombo diretti a nuwara elya a passeggiare. A loro non sembra nemmeno vero di conoscere un italiano e continuano a farsi selfie con il ragazzo col ciuffo biondo. Io intanto ho lasciato la macchina fotografica a Kikka…che non ha ancora capito che per fare foto deve accenderla…. Ma non sveliamole questo segreto….
Una delle cose che più mi ha fatto riflettere durante questo viaggio in treno sono proprio i bimbi… Si passano tra le 5 e 7 ore in treno o anche più, vicino alla mamma. Io non ne ho mai visto uno piangere. Non hanno un iPad, un Nintendo, non hanno giochi di pezza, non hanno con se assolutamente nulla. Passano il tempo guardando fuori dal finestrino, fischiano come i fantasmi quando si passa in galleria, cantano canzoncine, mangiano del riso. Stop. Ragazzi, forse qualche domanda ce la dovremmo porre ogni tanto. Stanno meglio loro o noi? Siamo sicuri che quello che stiamo insegnando ai nostri figli é proprio la cosa più giusta?
Bene. Arrivati ad ella, assaliti dai tuktukkari, ma siamo riusciti a raggiungere la nostra casa….e anche qui wow! dio santo ragazzi che robe! Abbiamo la vista sull’ella gap, beh…silenzio…ti lascia senza parole…
Dopo aver sistemato un po’ di cose ed esserci bevuti una barretta dal balcone della casa abbiamo preso una scorciatoia nella foresta per il centro rischiando di essere divorati dalla tigre del Bengala( a no, quella è in India)… Giretto in centro, due minuti perchè è talmente piccola che ci si mette niente a fare il giro…assetati e sfiniti dalla passeggiata abbiamo preso la strada per un baretto in bambù con techno house sparata a tuono che avevamo visto arrivando dal treno. Abbiamo scelto un mix di succhi di frutta come da listino…ma guarda un po’ erano finiti… Allora abbiamo preso una vodka con succo..e guarda un po’ c’è n’era a volontà. Buono eh, leggermente ehm…. Come dire…meglio dirlo in dialetto: al te lighea i dent dall’acidità però tutto sommato era buono. I ragazzi del locale stavano giocando a carramble e vedendoci incuriositi ci hanno chiesto se volevamo giocare. Ovvio! Che scherzi?! Noi! Massimi esperti di questo gioco. Kikka subito pronta…. Solo che non riusciva a schioccare le dita come dovuto… Quindi vi lascio immaginare… I ragazzi locali si sono divertiti più di noi a sentirci ridere e dire parole…che prontamente ripetevano tipo: culo! disastro…e fanculo….ad un certo punto un tizio fa a Kikka : no, it’ S Better this way (segnando la traiettoria della pedina), Kikka prontamente risponde: wait! I’m Just in confusion.. (Son giá in confusion!) e lí c’ è stata la risata collettiva. Finita la partita ce ne siamo andati a mangiare un po’ di riso….ora a casa.. E molto probabilmente in due minuti faremo nanne!