Tarzan & Jane

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Eccoci… Ancora vivi… Allora…. Dove siamo rimasti?! Ok arrivati a Chiang Mai…. Il giorno successivo tra un tempio, un pad thai e un lady boy siamo andati alla ricerca di un’eco guida…. Volevamo fare un trekking o qualcosa di simile, qualcosa di non turistico, o comunque più eco possibile… così arriviamo davanti al negozietto della green eco tour… Togliamo le scarpe, entriamo e non c’è nessuno… Aspettiamo.

Aspettiamo.

Aspettiamo.

Nel retro bottega troviamo una signora minuta e graziosa che finalmente ci raggiunge…. E non poteva altro che essere la nostra futura guida. Una sbandata completa che ci dice che è emozionata perché …. Non abbiamo capito perché. Dopo diversi minuti a sistemare le carte sopra il banco della “reception”, a sparire nel retrobottega e ricomparire con versi incomprensibili, le spieghiamo le nostre intenzioni e lei ci dice che c’è la possibilità di fare un trekking nella foresta. Si arriva in cima fermandosi una notte a metà strada in un villaggio… Mmmmmm “iteresting”… Poi tra una chiacchiera e l’altra ci dice che il giorno prima era andata a trovare la famiglia di un suo amico che vive in un altro villaggio la quale ha adottato tre elefanti dai maledetti park turistici… Attira così la nostra attenzione e le diciamo che vogliamo andare lì. Lei ci guarda perplessa e ci dice che non ha mai portato clienti in quel villaggio. Insistiamo…. Finché ci guarda con un sorriso e ci dice : it’s ok. Why not… But i don’t know what we can do there….. Nessun problema per noi. Ci accontentiamo di vedere come vivono lì. Ok. Appuntamento per il girono successivo alle 8.30 alla nostra guesthouse….Se c’è una cosa importantissima da sapere prima di venire in Thailandia è che i thailandesi non hanno gli orologi!!!!!!!  A qualche ora arriva lei con un pazzo furioso con sorriso alla Jack Nicholson che guida il furgone. 5 ore sul retro furgone…. Non vi dico le nostre chiappe… Montagna dopo montagna, buca dopo buca, ci addentriamo nella foresta e non so come arriviamo al villaggio. 300 persone, chi ci vede ci guarda insospettito, qualche capra (anche loro insospettite), qualche capanna e niente altro. Wow. Il silenzio. Il verde. Stop. È la fine del Mondo. Ci presentiamo alla famiglia che ci ospiterà e facciamo una piccola camminata nel mezzo della jungla che più jungla non si può….finché non sentiamo dei rumori strani al di là del fiume?! E chi troviamo? Una piccola elefantina di 5 anni con la sua mamma e un’altra “elefanta” con i loro due mahout. Ma allora era vero.!!!! Bè, io ve lo dico… Un’esperienza così io la auguro a tutti perché è davvero un’emozione unica. Passeggiare nella foresta insieme a tre elefanti liberi. Si, liberi. Vivono giorno e notte nella foresta e i loro mahout con loro. Facciamo amicizia sempre a debita distanza, non vogliono che si abituino giustamente… Ma la piccola elefantina è una dispettosa; ci rincorre e con la sua proboscide ci annusa e ci butta la terra addosso… Dopo qualche ora Rientriamo nel nostro “campo” ( la nostra capanna non era nel villaggio ma poco fuori), cuciniamo tutto insieme, si cena e tra una grappa locale ( che le nostre guide ci spacciavano per the verde) e una chiacchiera si tira tardi, o almeno crediamo sia tardi. Io e Alberto siamo ko e con un “sawadee” salutiamo e ci spostiamo nel nostro “futon” …. Guardiamo l’ora e sono le 20.30!!!!!! La vita nella foresta ci distrugge. 3 secondi dopo stiamo già russando e ci svegliamo al mattino con i raggi del sole che attraversano le foglie di bamboo di cui è ricoperta la nostra palafitta… Il gallo che canta, qualche uccellino… Sembra di essere su un altro mondo; anzi no, siamo in un altro mondo…. Facciamo colazione con pesce, rane alla griglia, barbagianni e banane fritte e ci incamminiamo per un’altra passeggiata. Attraversando pali di bamboo sull’acqua, schivando ragni di strane dimensioni ci ritroviamo gli elefanti di fronte, così passiamo la mattinata con loro, guardandoli mentre sradicano banani interi, bevono e fanno il bagno. Pranziamo con loro e poi ci rincamminiamo su per la montagna. Dopo qualche ora di camminata arriviamo al villaggio e li conosciamo qualche abitante e una nonna 80enne che sfumazza una pipa strana. Ci invita nella sua “dependance”, composta da “quatro tole e an cavalet”; è più curiosa lei di noi ci fa il quarto grado: quanti anni avete? Ma non avete ancora figli? (Loro si sposano a 14 anni) Siete studenti? (Magari) Com è il vostro paese? Fa freddo? C’è la neve??? Mai vista la neve! È così tra una chiacchiera e un’altra passa un’altra ora e ci dobbiamo salutare perché dobbiamo riprendere il nostro “ferrarri” e rientrare in città perché ci aspettano solo 11 ore di bus notturno e altre 3 ore di bus per arrivare a Kanchanaburi, nostra prossima meta. Dopo tre giorni e mezzo senza lavarci e con gli stessi vestiti ci meritiamo una di certa risanatrice… Ovviamente dopo aver pranzato…. Ora qui è sera e siamo in un improbabile bar ad ascoltare dell’improbabile thai-punk-reggae in live con degli improbabili thai-musicisti. L’unica cosa di probabile è che non prendono una nota! Notte guys…


  

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