Chang.

Posted by in Viaggio

Risveglia all’alba… aridaje… prendiamo il traghetto che ci porterà da Mandalay a Bagan. Il tragitto dura circa dieci ore, dove sull’ Irrawaddy vediamo piccoli villaggi, pescatori, qualche stupa. Il paesaggio dopo le prime tre ore diventa ripetitivo ed il viaggio è veramente lento; ma ti da la possibilità in primis di riposarti ma anche di riflettere su tutto quello che si è vissuto nei giorni precedenti. Devo dire che non l’ho sentita come una giornata persa ma anzi una giornata importante per metabolizzare il viaggio vissuto. 

Arrivate a Bagan veniamo letteralmente assalite dai taxisti (che non hanno proprio una bella faccia); contratto con uno di loro per arrivare in hotel. Lungo il percorso la luce calda del tramonto e la sabbia alzata dai buoi che attraversano la strada mi regala una sensazione di benessere. Sento di essere esattamente dove devo essere. È una cosa che non so spiegare. 
Saliamo sulla terrazza dell’hotel per vedere la distesa di stupa di Bagan e ci regaliamo un mojito. Dobbiamo decidere come muoverci tra queste rovina per i prossimi due giorni. Siamo indecise sulla bicicletta ( ma le strade sono sterrate, piene di sassi e sabbia, l’area archeologica è enorme e fa un caldo assurdo), sul motorino elettrico detto e-bike qui (ma ne io ne mia sorella abbiamo mai guidato un motorino… ne saremo capaci?) e sul TUK TUK. Decidiamo di non pensarci e ci corichiamo. 

Dopo una bella dormita e una buona colazione usciamo dall’hotel ed eccolo la:  Il nostro salvatore. Si chiama Chang, ha una camicia blu  con collo alla coreana, un longhy abbinato e un sorriso con dei denti bianchissimi. Ha 23 anni e si è appena diplomato alla management business school in Mandaly; ha altri 6 fratelli e sorelle e vivono a New Bagan. Ha una fidanzata molto bella, che studia, e fra un mese vorrebbero sposarsi anche se i genitori sono contrari perché troppo giovani (solitamente si sposano tra i 26 e i 28 anni). 
Sarà lui a svelarci ogni segreto di questa distesa infinita di stupa per i prossimi giorni. 
Iniziamo vedendo il meraviglioso mercato e i templi più famosi che ovviamente sono stracolmi di turisti (francesi,italiani urlanti e giapponesi fotocameracompulsivi). Giriamo velocemente e ci leviamo dalle palle. 
Ormai ridiamo e scherziamo con Chang come fossimo amici da sempre e lui ci dice: non hai visto il Myanmar se non hai visto Bagan. E devo dire che ha tutta la ragione! 
Continuiamo il nostro percorso tra le strade polverose visitando templi e stupa di secoli, tra un Buddha d’oro e un altro in pietra. Tra un venditore di souvenir e l’ambulante con le stoffe dipinte (ma onestamente non danno così fastidio. Sono discreti. Se vuoi compri altrimenti non rompono).
È quasi l’ora del tramonto, guardo Chang e gli dico: lo sai vero che vogliamo vedere il tramonto ma senza tanti turisti. E lui mi risponde che lo sa. Ci siamo capiti fin da subito. 
L’ultimo grande terremoto nel 2016 ha distrutto o comunque messo in pericolo parecchi templi della piana e dal 2018 non ci si può più arrampicare su di essi per vedere la distesa da un punto di vista più alto (le famosissime foto che si vedono su Bagan erano fatte da qualche terrazzo di qualche tempio). Quindi lui mi dice che ci sono delle piccole colline e ci porta. Non possiamo pretendere che non ci siano turisti ma sicuramente molti meno che nei punti famosi segnati su internet. 
Ho sempre amato i tramonti, perché la luce calda del sole mi avvolge e mi fa stare bene, mi fa sentire al sicuro. Devo dire che qui ho visto uno dei più bei tramonti di sempre (non riesco a spiegarvelo ma forse si può capire dalle foto).
Give me five Chang, you are the best! You’re my friend!
Siamo sfinite davvero sto giro ma ci accordiamo col nostro amico per andare a vedere l’alba. 
È uno dei “must do” del Myanmar. 
Lui ci dice che ci viene a prendere alle 5 perché c’è un po’ di strada da fare e anche da camminare. Ci vuole portare in uno dei pochi templi (2rimasti) che si possono scalare in sicurezza ma che in pochi conoscono! Amico mio quanto bene ti voglio!
Detto fatto. 
Ci incontriamo nella notte buia, percorriamo un po’ di strada e poi con la frontale ci incamminiamo verso alcune stradine poco battute. Sembriamo dei ladri in azione; appena sentiamo qualche rumore spegniamo la frontale e cerchiamo di confonderci nel buio. Che rider!!!
Arriviamo al piccolo tempio, scavalchiamo il muro, ci togliamo le scarpe, ringraziamo il Buddha della concessione dataci e saliamo sulle scalinate interne (ripidissime e pericolosissime). Arrivati in cima ci arrampichiamo (fanculo le vertigini) sulla terrazza superiore. Spegniamo tutto, ci sediamo e ci godiamo le stelle, anche cadenti, sopra le nostre teste. Dobbiamo aspettare circa un’ora e mezza. Nel mentre ci scambiamo foto, battute e chiacchiere con Chang. 
Ad un certo punto in lontananza vediamo un motorino avvicinarsi. Non respiriamo. Scendono dall’ebike e scavalcano convinti di essere da soli. Così quando arrivano in cima alla terrazza gli urliamo :BU!  Fanno un infarto e scoppiamo a ridere tutti insieme. Chang scherza con loro dicendo che lui è della polizia e che finita l’alba gli farà la multa. Dopo un po’ arrivano altre 6-7 persone; ma come fossimo d’accordo nessuno parla e si attende la nascita del giorno. 
Ed eccole li, le prime luci e con le prime luci in lontananza si vedono anche le accensioni delle mongolfiere. E man mano che si alza il sole si alzano anche loro, come a volersi incontrare a metà strada. 
Ci passano sopra la testa e li salutiamo.
Uno spettacolo unico al mondo. Grazie Chang, grazie mondo!
Finita la magia, andiamo a fare colazione e poi continuiamo  il giro dei templi (quelli meno famosi), ma forse anche i più belli. A fine giornata regalo qualche foto a Chang con il suo TUK TUK per il suo Instagram. Se lo merita. Mi chiede se voglio fare le foto al suo matrimonio. Gli dico di sì anche se sappiamo in cuor nostro che non succederà. 
Finiamo così la nostra avventura a Bagan e, forse, in generale in Myanmar

Meraviglioso Chang

Pesce al mercato con mosche annesse

Cuori di pollo

Impalcature in bambù per le ristrutturazioni dei templi

Mudra

Il tramonto a Bagan

Noi e Chang all’alba

L’alba su Bagan

Madre e sorella di Buddha con Buddha appena nato

Chang, la sua eleganza, i suoi modi gentili ed il suo tuk tuk