Il dolce suono del mare

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Altra sveglia all’alba. L’ultima (in realtà ce ne sarà un’altra per vedere i pescatori che rientrano). Dobbiamo prendere un volo alle 8 per andare, finalmente, a rilassarci al mare.

Alle sei siamo in aeroporto convinte che ci vogliano le solite due ore prima. Ahaha stupide! Ovviamente entriamo nel deserto più totale. Non si vede nessuno. Dopo un po’ capiamo che qui basta arrivare mezz’ora prima del volo. È un po’ come prendere un autobus. Fai una specie di check-in, ti prendono le valigie, appena di fianco c’è il controllo e appena passi il controllo c’è la porta sulla pista con il tuo aereo che aspetta. 

Arriviamo a Ngapali con il nostro piccolo aereo ad eliche. Aeroporto grande come casa mia praticamente e senza porte. Ad attenderci il nostro driver con il suo autobus vecchissimo e stranissimo. 
Arriviamo al mare che non ha nulla da invidiare alla vicina Thailandia, ma soprattutto in tutta la spiaggia ci saranno 30 persone. 
Solo silenzio, sabbia ed il dolce suono delle onde. Tra l’altro le costruzioni sembrano tutte ad impatto ambientale limitato, si confondono bene con la vegetazione e hanno una particolare attenzione all’ecologia (meno male). 
Ce lo godiamo in silenzio tutto il giorno. Ne abbiamo bisogno e ce lo meritiamo. 
Verso le 4 di pomeriggio le barche di pescatori rientrano con il loro bellissimo bottino. Le donne li aspettano a riva per aiutarli a trasportare il pesce. 
Poi il sole tocca l’infinito del mare e qui si crea un’altra magia. Una magia che io sento vibrare come a poterla toccare con le dita!
Quando l’acqua sembra velluto metallizzato con sfumature di blu petrolio e verde oltremare ed il sole ormai sceso colora il cielo di infinite sfumature di rosso.
Passeremo così il resto degli ultimi giorni (sono riuscita finalmente a leggere altri due libri di Murakami) prima di tornare a Yangon. 

I miei canetti in giro per il mondo

Il nostro aereo

I pescatori che rientrano all’alba