Simbiosi
Attesa autobus notturno. Ovviamente facciamo uno spuntino pre partenza a base di Noodles (due piatti per un euro). Saliamo sul bus, ci copriamo da testa a piedi perché ci sono circa 10 gradi (aria condizionata a sbregabalon). Dopo dodici ore di tormentato viaggio tra una dormita e il monaco che russa arriviamo alle 5 di mattina a Nyaungshwe , la cittadina più vicina al lago Inle. Veniamo assalite dai briganti: do you want a boat trip?(sempre nel loro comprensibilissimo inglese) ma ancora troppo rincoglionite per rispondere non li badiamo e ce ne andiamo dirette alla guesthouse. Troppo presto per andare in camera allora decidiamo di lasciare i bagagli ed andare a fare un giro per il paese. Il bello di andare in giro all’alba in questi posti è che vedi la vita che si sveglia. I bambini si preparano per andare a scuola, la gente va a lavorare, i mercati già affollati e i monaci, a piedi nudi, in file lunghissime attraversano le strade facendo le elemosina e pregando. Il paese è piccolo e lo giriamo velocemente, decidiamo di andare a bere un caffè e all’ufficio informazioni chiediamo notizie per i tour in barca. Volendo ci sono i soliti tour molto turistici oppure puoi decidere tu cosa vedere e cosa meno (stesso prezzo del tour turistico, circa 6 dollari per una giornata intera). Prenotiamo per l’indomani.
Un certo languirono si fa sentire e così decidiamo di fare colazione a base di zuppa, chips di fagioli, pollo con aglio e chi più ne ha più ne metta. Arrivata l’ora del check-in andiamo in guesthouse almeno per lavarci i denti e toglierci le scarpe che ormai sono incollate ai piedi. Dopodiché decidiamo di noleggiare una bici arrugginita e girare per i paesini vicini.
12 km con le ginocchia che arrivano al mento e le ossa delle chiappe doloranti, ma non fa niente: vediamo la vita rurale di questi posti. Bestiame, campi coltivati, scuole, baracche-negozio…




Orti galleggianti






