Tokyo: tra mercati, luci e skyline infiniti

Posted by in Giappone' 26, Viaggio

Sveglia prestino. Direzione Tsukiji Market. Mai andare in un nuovo paese senza visitare il suo mercato. È lì che capisci davvero dove sei. Tsukiji oggi non è più il mercato del pesce all’ingrosso (quello si è spostato a Toyosu), ma resta il cuore più autentico del cibo di strada: bancarelle, piccoli negozi, ingredienti incredibili e una varietà di cose che non sai nemmeno nominare.

Arriviamo e troviamo già una marea di gente. Tantissimi turisti, tante bancarelle un po’ “acchiappa turisti”… ma resta comunque uno spettacolo visivo e olfattivo pazzesco. Giriamo, osserviamo, annusiamo. Poi troviamo anche qualche bancarella più autentica, con qualche vecchio dietro al bancone, e lì non resistiamo: compriamo soia per fare il tofu, alghe per il ramen, fave al wasabi… Sono le 9 del mattino e i nostri zaini già esplodono.

Assaggiamo l’unagi, l’anguilla grigliata con salsa dolce, sapore intenso, molto giapponese e il famoso cracker con il gambero schiacciato sopra. Non faccio in tempo ad addentarlo che mi si frantuma tra le mani e finisce completamente a terra. Cibo per piccioni. Complimenti Roberta. Vabbè, pace e bene.

Da lì passeggiamo fino al parco Hamarikyu, un’oasi verde in mezzo ai grattacieli. Uno di quei posti che ti fanno respirare, circondato da vetro e cemento. Ci godiamo il silenzio, poi ripartiamo. Direzione Ginza. La Tokyo elegante, quella dei grandi marchi, delle vetrine perfette, del lusso pulito e ordinato.

Un po’ di shopping, che non fa mai male, e poi via di nuovo. Prossima tappa: Shibuya. Le sister ci stanno incollate, perché qui basta un attimo per perdersi. C’è il pienone. Eppure sono affascinate: luci, colori, suoni, stranezze… ma anche ordine, pulizia, e perfino spazi verdi.

Arriviamo all’incrocio. Lo attraversiamo. E loro lo rifarebbero altre 27 volte da quanto si divertono. Mi fanno morire. Passiamo davanti alla statua di Hachiko, e inevitabilmente ci tornano in mente i lacrimoni del film.

Un ramen veloce — perché quello serve sempre — e poi su verso lo Shibuya Sky. Una terrazza panoramica altissima, sospesa sopra la città. Ti senti davvero a un passo dal cielo. Tokyo sotto di te sembra infinita. In effetti lo è. Zia Paola resta senza parole. Restiamo lì a guardare lo skyline, cercando di capire come possa funzionare una città così enorme. Acqua, elettricità, vita quotidiana… È impressionante. Scendiamo e ripartiamo.

Direzione Shinjuku. Il cuore pulsante delle stranezze. Il suo gatto 3D, Godzilla, le luci ovunque. Camminiamo con il naso all’insù. Facciamo un giro al Golden Gai, cercando la vecchietta dell’anno scorso… ma è chiuso. Peccato.

Allora ci spostiamo a Omoide Yokocho, con i suoi minuscoli ristoranti uno attaccato all’altro, fumo, luci calde, atmosfera incredibile. Alle sister piace da matti. Io mi sento dentro una scena di Tokyo Midnight (Netflix). È tutto esattamente così.

Abbiamo ancora un filo di energia; poca ma c’è, e decidiamo di fare un’ultima tappa: il Palazzo del Governo. Ogni sera proiettano un video mapping sulla facciata, gratuito. Ci stendiamo per terra, con le copertine che mettono a disposizione, e ci godiamo lo spettacolo. Un modo perfetto per fermarsi un attimo. Torniamo verso casa. Un altro ramen bollente per rimetterci insieme.

E poi a letto. Cotti. Ma felicissimi.

Eppure c’è sempre quella sensazione. Torniamo in hotel soddisfatti, pieni di immagini, di momenti, di vita… ma con un leggero amaro in bocca. Perché ci rendiamo conto che vorremmo vedere una montagna di cose, ma fisicamente non si riesce a fare tutto.

Tokyo ti sfugge sempre un po’. E forse è proprio per questo che è così calamitica.

Mercato di Tsukuji

Mercato di Tsukuji

Hamarikyu park

Hamarikyu park

Hamarikyu park

Hamarikyu park

Ginza

Ginza

Shibuya

Shibuya cross

Dal Shibuya Sky

Shibuya cross dall’alto

Somewhere in Tokyo

Shinjiku

Palazzo del governo

Video mapping al Palazzo del governo