Una birra tra i binari
Dopo mille ore di volo e circa 30 in piedi siamo arrivati ad Hanoi.
Direi più catapultati ad Hanoi.
Subito abbiamo dovuto imparare come si attraversa la strada; si perché non è una roba normale… qui ci sono migliaia di motorini (che suonano in continuazione)che comandano e non si fermano mai quindi chi attraversa deve partire deciso, non fermarsi mai e far na preghiera sperando vada tutto bene.
Arriviamo nel micro hotel con gallo canterino (su qualche tetto dei vicini, che ci farà compagnia tutta la notte), lasciamo gli zaini e partiamo subito per andare a vedere una delle cose sí, più turistica, ma in realtà, anche più autentica che ci sia ad Hanoi: il treno che passa tra le case. Da ottobre di quest’anno le autorità avrebbero vietato la visibilità ai turisti di questo treno perché troppo pericoloso, ma i vietnamiti hanno trasformato le loro case a ridosso dei binari in bar così nessuno può vietarne l’entrata.
In realtà però, nei due accessi a questa strada con binari ci sono delle sbarre dove qualche local si finge della
Polizia e dice che non si può passare e si incazzano se ci provi (perché vogliono che tu vada nella parte dove ci sono bar meno frequentati e dove il treno passa vicino alle case ma non così tanto come in quel pezzo).
In ogni caso scopriamo che alle 15 non passa più e qualche local “non poliziotto” ci dice che passerà alle 9 di sera. Così decidiamo di rientrare in hotel per una doccia calda; ma ovviamente prima di arrivarci ci fermiamo in una “tavola calda” per strada.
Sgabelli alti 30 cm da terra (per la gioia delle ginocchia di Den) e microtavolo. Ovviamente non parlando una parola di vietnamita e loro una parola di inglese, a gesti, ordiniamo delle cose a caso: scopriamo poi, zuppa di noodles e maiale e involtini. Buoni ma agrodolci per i miei gusti, ma almeno ci scaldano un po’ visto la temperatura fresca di Hanoi.
Doccia bollente, la stanchezza di quasi 48 ore in piedi si fa sentire ma non cediamo e ci mettiamo in cammino per un giringiro nella Hanoi vecchia.
Fra pochissimi giorni ci sarà il TET (capodanno vietnamita) che qui sentono moltissimo: bancarelle su bancarelle che vendono doni per gli dei, soldi finti da bruciare, portafortuna, cibo propiziatorio.
Un’esplosione di colore rosso e giallo in tutte le strade.
Giretto al lago e nella Hanoi più moderna con i suoi grattacieli…. Non fa per noi… preferiamo la parte vecchia con le sue stradine piene di gente, rumore e cibo di strada.
Ci fermiamo per una birretta (bia hoi) fresca ( il Vietnam produce della birra buonissima) nella “beer street” dove i venditori ti accalappiano come mosche (ma anche questo fa parte del gioco), mangiamo ancora cibo seduti per strada insieme ai local e alle 20,30 decidiamo di ritentare la fortuna con il treno.
Arriviamo vicini ma una tipa ci dice che non possiamo camminare sui binari, è vietato: “se volete vedere il treno dovete sedervi in questo bar e aspettare”, io ritento e lei “no no iu can’t go”. Ok ci fermiamo per un caffè tanto siamo in anticipo però nel mentre il mio malessere bolle dentro di me perché so che non è vero che non possiamo andare quindi guardò Denny, mi alzo e gli dico: dai che andon, decide mi! La tipa ci fa pagare molto contrariata, ma vede che sono in modalità iena e prova a dire qualcosa ma fulminandola con lo sguardo le dico che sappiamo che possiamo andare. Buona buona ci augura buona serata.
Dai binari arriviamo nella parte più particolare e stretta, a quel punto decidiamo il baretto che ci piace di più, prendiamo una birra e aspettiamo il treno. Quando sta per arrivare ci fanno spostare “sul marciapiede” per sicurezza: una tromba del treno, due fari giganti e SBAM arriva questo mostro enorme che ci sfiora letteralmente. Devo dire spaventosamente bellissimo. Felici di avercela fatta rientriamo e crolliamo sfiniti.
Un’altra avventura ci aspetta.





