Sesto giorno: macchinina, montagne e tetti di paglia

Posted by in Giappone '15, Viaggio

Pronti via, nuova avventura!

Con tutte queste macchinine adorabili che si vedono in Giappone, potevamo esimerci dal provarne una? Certo che no. Pronto Denny? Devi solo guidare al contrario. Ci danno una Toyota-scatoletta deliziosa. Denny fa quattro metri, si ferma al 7-Eleven per un caffè… e forse anche per respirare dall’agitazione/emozione.

Ho in programma due tappe che promettono benissimo. L’inizio è un po’ teso: si guida a sinistra, le frecce sono dalla parte sbagliata, i tergicristalli partono a caso, e bisogna concentrarsi solo per restare nella corsia giusta. Per fortuna l’auto ha il cambio automatico, quindi almeno quello è un pensiero in meno. Prendiamo l’autostrada (limite 70 km/h) e, come sempre, qui nessuno suona, nessuno sfreccia, nessuno ti taglia la strada. Poco alla volta, Denny si rilassa, la guida si fa fluida e iniziamo a goderci il paesaggio. Facciamo tappa a un autogrill giapponese — e niente, anche qui: bagni perfetti, pulizia maniacale… e fiori freschi. Ci rimaniamo male ogni volta per quanto funziona tutto.

Ripartiamo, e guidiamo ancora per un bel po’. Essendo paesini incastrati tra le Alpi giapponesi, ci ritroviamo a fare una galleria dopo l’altra — alcune lunghe anche 10 km — e diciamolo: non aiutano proprio a rimanere svegli… La nostra prima tappa è Hida Furukawa, un minuscolo gioiello tra le Alpi giapponesi. Non so bene come l’ho scoperto, ma sapevo che dovevamo passarci. È una cittadina tradizionale, molto più tranquilla della vicina Takayama. Canali pieni di carpe, case in legno bianche con travi nere, silenzio ovattato. Anche se è tutto chiuso (giuro, tutto chiuso ma in teoria è l’ultimo giorno di festività), me ne innamoro subito. Un posto che ti rimette in pace con i sensi. Pochissimi turisti, solo qualche giapponese. Girovaghiamo lentamente, guardiamo le carpe nuotare lente nei canali, troviamo il timbro della stazione (collezione in corso), mangiamo un piatto di hiyashi soba (soba freddi, perfetti per il clima) e ripartiamo.

Seconda tappa, sulla via del ritorno: Shirakawa-go, patrimonio UNESCO. Volevo arrivare nel pomeriggio per evitare i gruppi organizzati, e in effetti è più tranquillo. Parcheggiamo, attraversiamo il ponte sospeso e… boom. Ci troviamo davanti a un paesaggio che sembra uscito da un’altra epoca (in effetti è così). Case enormi, tetti in paglia spessissima costruiti a mano in stile gassho-zukuri, “a mani giunte”. Alcune hanno più di 250 anni. E sì, ci vivono ancora delle famiglie, cosa che ci fa chiedere come facciano a convivere con frotte di turisti ogni giorno. Peccato per i gruppi di turisti cinesi, spesso maleducati, che urlano davvero forte e si fanno selfie davanti alle porte delle case private. Per fortuna ci isoliamo, prendiamo un gelato al matcha, ci sediamo in disparte e ci godiamo il sole del tardo pomeriggio sulle montagne. Ripartiamo verso Kanazawa. All’andata eravamo troppo concentrati sulla guida, ma ora notiamo che passiamo per villaggi bellissimi e risaie infinite: qui si coltiva uno dei risi più pregiati del Giappone.

Arrivati in hotel, doccia calda d’obbligo. I miei piedi reclamano tregua, quindi attraversiamo la strada e andiamo a mangiare il tipico Kanazawa curry. Sì, anche in Giappone mangiano curry, e in alcune zone è proprio una specialità. Qui è denso, scuro e molto saporito, accompagnato da riso e katsu (cotoletta di maiale). Sorprendentemente buono. Dopo cena… niente. Ci guardiamo, sospiriamo e ce ne torniamo in camera, con la pancia piena e il cuore leggero. A volte anche non fare nulla, dopo giornate così, è la cosa più giusta da fare.

La neve

Risaie

Paesini

Hida Furukawa

Hida Furukawa

Hida Furukawa

Hida Furukawa

Hida Furukawa

Hida Furukawa

Hida Furukawa

Hida Furukawa

Griglie stradali con le carpe

Giardinetto privato

Hida Furukawa

Hida Furukawa

Hida Furukawa

Hida Furukawa

Stazione di Hida Furukawa

Shirakawa go

Casa privata a Shirakawa go

Shirakawa go

Shirakawa go

Gelato al matcha

Shirakawa go

Shirakawa go

Ponte tibetano di shirakawa go

Omino lavori stradali