Sedicesimo giorno: tra arte, onde e sogni surreali sull’isola di Naoshima

Posted by in Giappone '15, Viaggio

Mi sveglio presto, alle 6, con il suono delle onde. Denny ancora dorme. Mi preparo un tè e esco a berlo in riva al mare, in silenzio, in connessione. Mi mancava il mare. Si sveglia anche Denny, facciamo colazione e ci mettiamo in marcia verso il primo museo della giornata. Non sto più nella pelle: è stato progettato da Tadao Ando, uno dei miei architetti preferiti. Appena arriviamo, non c’è quasi nessuno. Ce lo godiamo tutto: i pieni e i vuoti, il cemento grezzo, la luce che taglia gli spazi. Un’opera in sé. All’interno (anzi, esterno), anche alcune fotografie marine di Hiroshi Sugimoto, che guardano il mare, come in contemplazione.Riprendiamo la passeggiata e incontriamo opere sparse per l’isola, poi bici alla mano e ci spostiamo verso la Chichu Art Museum, altro capolavoro di Ando, completamente sotterraneo, progettato per dialogare con la luce e con la natura. Purtroppo è a numero chiuso e i biglietti sono esauriti. Peccato, avrei dovuto pensarci prima. Ripieghiamo con entusiasmo verso la Valley Gallery, che mette in dialogo proprio Tadao Ando e Yayoi Kusama. Uno spazio immersivo, geometrico, strano e bellissimo, con un tunnel a pois che ti risucchia dentro il loro mondo. Poco dopo, passeggiamo nel giardino del Lee Ufan Museum, dove un grande arco sospeso galleggia nel vuoto. Lee Ufan è un artista coreano che lavora sullo spazio e sull’assenza: non guardi le sue opere, ci cammini dentro. Ed è proprio questo il bello: le opere a Naoshima si vivono, si attraversano, non si osservano soltanto. Sono appena le 11, ma ci è già venuta fame. Torniamo verso il porto e Denny scova una trattoria specializzata in udon. Due euro e siamo felici. Ma dopo pranzo… cala la palpebra. Decidiamo di tornare alla nostra yurta per un riposino cullati dalle onde. Sulla strada ci fermiamo a visitare una delle Art Project Houses: case tradizionali abbandonate, trasformate da artisti in opere site-specific. In una di queste troviamo addirittura una statua della libertà: un modo per riflettere sul concetto di libertà e contaminazione tra culture. Facciamo tappa anche in una zona meno nota dell’isola, tra pesca sportiva e produzione artigianale di sale, estratto con sola energia solare. A un certo punto, ci attraversa la strada un serpente. Fermo in mezzo all’asfalto. Noi ci blocchiamo. Lui ci guarda. Poi se ne va, scivolando via in fretta. Naoshima non smette di stupirci, anche fuori dai musei. Proseguiamo piano verso il campeggio. Pisolino. Mare. Tè. Vita lenta. Nel pomeriggio ho un obiettivo: visitare il Naoshima Bath “I♥︎湯”, un sento pubblico (bagno tradizionale giapponese) trasformato in opera d’arte dall’artista Shinro Ohtake. Appena entri, è un’esplosione di surrealtà: un elefante gigante ti guarda dalla vasca, fotografie incollate sul fondo, una piccola serra esterna, colori ovunque. Sembra Alice nel paese delle meraviglie in versione tropicale con il costume. Ovviamente non si possono fare foto, ma ne metterò una presa online: merita troppo. Dopo il bagno, scopriamo un micro localino assurdo. Lo troviamo seguendo una musica altissima che esce da una casa. Ci accoglie Tee, un ragazzo super simpatico, che ci sommerge di domande e… inizia a parlarci per mezz’ora di Roberto Baggio, il suo idolo assoluto. Intanto ci prepara un shōchū e un cocktail inventato da lui con il sakè. Seduti lì, in quell’atmosfera psichedelica e fuori tempo, ci godiamo il momento.

Prima di rientrare, facciamo spesa al 7eleven: stasera cena in tenda. Restituiamo le bici, saliamo sull’autobus, torniamo alla nostra yurta. Ceniamo, chiacchieriamo, io scrivo, ci rilassiamo. E inizia a farsi largo quella strana sensazione di fine. Quella sottile malinconia che arriva quando capisci che un viaggio così, forse, non lo vivrai più uguale.

Io e un’opera d’arte

Guardando il mare

Opera che si muove con il vento

Una parte del Benesse Museum di Tadao

Tadao

Interno di Benesse Museum

Opera

Capolavoro dí Tadao

Denny e Sugimoto

Sugimoto

Sedute

Valley Gallery

Valley Gallery

Arco

Altra opera al porto

Tombini di Naoshima

Art house project

Art house project

Public bath in Naoshima

Interno del bagno pubblico. Meraviglioso

Denny post sento

Tee’s bar