Svaligiati

Undicesimo giorno: acqua bollente, yukata e sogni giapponesi a Kinosaki Onsen

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Dopo un po’ di casino in stazione, inizia la giornata con una scena surreale: all’ufficio informazioni un ragazzo, probabilmente preso dal panico per il suo inglese zoppicante, ci ignora totalmente. Non uno sguardo, non una parola. Noi gli parliamo e lui fa finta che non esistiamo! Noi lì con i nostri problemi sui biglietti… e niente. Per fortuna due capotreno gentilissimi corrono in nostro aiuto e in pochi minuti sistemano tutto. Ringraziamo. È arrivato il momento di rilassarci un attimo. Forse. Direzione: Kinosaki Onsen. Un piccolo gioiello nel cuore del…read more

Nono giorno: diecimila torii, troppa gente e un po’ di disillusione

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Praticamente non ho dormito e mi sveglio con due katana piantate nella schiena. Colpa, probabilmente, del materasso sfondato che ci ritroviamo. Sveglia presto nella speranza di evitare un po’ di folla (spoiler: non servirà). Destinazione: Fushimi Inari Taisha, il famoso santuario con i torii rossi (il rosso in Giappone è molto presente; in quanto colore delle energie positive. Porta bene). Si tratta di un complesso shintoista dedicato al dio del riso, Inari, ed è celebre per il sentiero di 4 km che attraversa circa 10.000 torii rossi, fino alla cima…read more

Day 10: tofu bollente, scimmie zen e selfie isterici tra i bambù

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Ci svegliamo (dormito meglio ma il letto comunque è sfondato. Rimpiango il futon) con più calma: tanto ormai l’abbiamo capito, a qualsiasi ora c’è comunque troppa gente. Prendiamo un autobus e andiamo verso Arashiyama, una delle zone più amate (e affollate) di Kyoto. La prima tappa è dedicata ai macachi giapponesi del monte Iwatayama. Vivono liberi, ma c’è un percorso ben definito per poterli osservare in sicurezza. Prime scimmie per Denny, mentre io sono un po’ meno entusiasta: sono stata semi aggredita da una scimmia in India vent’anni fa, e…read more

Mercatini, kimono usati e una cena da sogno a Kyoto

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Sveglia presto, chiudiamo la valigia e ci dirigiamo in stazione. Arriva il nostro shinkansen per Kyoto. A metà mattina siamo già lì. La stazione è incredibile, moderna e immensa, e decidiamo di salire fino allo Sky Garden, trasportati da 5 o 6 scale mobili ripidissime. Dall’alto Kyoto me l’aspettavo diversa: pensavo più storica, meno caotica. Invece, sorpresa — e non sarà l’unica della giornata. Lasciamo le valigie in hotel e scopriamo che, proprio oggi, appena fuori città, c’è un mercatino mensile locale. Ci buttiamo. Facciamo un po’ fatica con gli…read more

Giorno 7: tra samurai, sushi e lanterne sotto la pioggia

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Oggi ce la prendiamo più con calma. Spediamo una valigia già piena di ninnoletti, riconsegniamo la macchina e salutiamo il nostro amico del 7-Eleven. Poi ci dirigiamo verso il quartiere dei samurai di Kanazawa. Questo distretto di Nagamachi è un dedalo di viuzze acciottolate con case basse, mura in terra e canali che scorrono silenziosi. Qui vivevano i samurai e le loro famiglie, ordinati secondo la gerarchia militare. Visitiamo una delle antiche residenze, dove si possono ancora vedere il giardino privato, le armi e le stanze in tatami. È affascinante…read more

Sesto giorno: macchinina, montagne e tetti di paglia

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Pronti via, nuova avventura! Con tutte queste macchinine adorabili che si vedono in Giappone, potevamo esimerci dal provarne una? Certo che no. Pronto Denny? Devi solo guidare al contrario. Ci danno una Toyota-scatoletta deliziosa. Denny fa quattro metri, si ferma al 7-Eleven per un caffè… e forse anche per respirare dall’agitazione/emozione. Ho in programma due tappe che promettono benissimo. L’inizio è un po’ teso: si guida a sinistra, le frecce sono dalla parte sbagliata, i tergicristalli partono a caso, e bisogna concentrarsi solo per restare nella corsia giusta. Per fortuna…read more

Giorno 5: l’asta dei tonni (finalmente), un bento sullo shinkansen e la quiete di Kanazawa

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Ore 4:00. Di nuovo sveglia all’alba, belli freschi (più o meno) per ritentare l’asta dei tonni. Solita trafila: metro, un’altra metro (parentesi: qui è perfettamente normale che i bambini di 5 anni viaggino da soli in metro — sono abituati fin da piccolissimi ad essere autonomi e responsabili. E inevitabilmente penso ai nostri, che a vent’anni spesso non hanno ancora la testa sulle spalle…), poi taxi. Questa volta, già dalla strada, vediamo movimento. OGGI C’È. Ci emozioniamo solo al pensiero di avercela fatta. Seguendo un labirinto di corridoi arriviamo alle…read more

Quarto giorno: aste mancate, firme vintage e ramen che riscalda l’anima

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Abbiamo dormito un paio d’ore (sveglia alle 3:40), siamo stanchi morti, ma abbiamo deciso di tentare questa cosa: andare a vedere l’asta dei tonni. Tra una metro, un’altra e un taxi, dopo più di un’ora arriviamo al Toyosu Market. C’è pochissima gente. “Perfetto”, pensiamo. Solo che… non c’è nessuna asta. E nemmeno il mercato. Controllo online. È tutto chiuso: il 4 maggio è il Greenery Day, festività nazionale. Cadendo di domenica, hanno fatto ponte proprio oggi. Tra una bestemmia e l’altra, ci rendiamo conto che la sveglia all’alba è stata…read more

Maneki-neko, wagyu da urlo e izakaya segrete: il nostro terzo giorno a Tokyo

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Ci svegliamo riposati e pronti per una nuova avventura: un corso di cucina a Tokyo dal titolo promettente: “Wagyu and 7 Japanese dishes”. Siamo noi due e un gruppo di americani, tra cui due bambini. Le ragazze che ci accolgono sono gentilissime e ci spiegano la base della cucina giapponese: il dashi. Ci fanno toccare e annusare tutti gli ingredienti, prepariamo questo brodo super saporito e davvero buonissimo. Ci insegnano tre antipasti tipici, poi il piatto principale: una hot pot di wagyu (mondiale). E infine il dolce: dorayaki con fagioli…read more

Tokyo day 2: coltelli, yukata e gatti robot

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Dopo una bella dormita sul futon, ci svegliamo con un solo pensiero: caffè! Andiamo in un konbini, prendiamo un biscotto al tè matcha e due caffè tristemente annacquati. Usciamo per fare colazione al volo, ma ci rendiamo conto che in Giappone non si mangia per strada. Panico. Ci nascondiamo tra un vicoletto e l’altro per sgranocchiare il nostro bottino, sentendoci dei piccoli fuorilegge. Una cosa fighissima del Giappone: ogni stazione di metro o treno ha un timbro diverso. E noi, ovviamente, abbiamo deciso di farne collezione. Quindi ogni stazione che…read more