Svaligiati

Giorno 3: Ine- il Giappone più silenzioso e vero

Posted by in Giappone' 26

Mi sveglio all’alba, davanti al mare, in una casa sospesa sull’acqua.
I gabbiani, il silenzio, la luce che cambia piano.

Un piccolo villaggio di pescatori dove il tempo sembra rallentare davvero.

È qui che ho capito quanto amo questo Giappone più introspettivo, meno conosciuto.
E quanto sia difficile, poi, dover andare via.

Tra Okayama e Kurashiki: il Giappone profondo

Posted by in Giappone' 26

Guidare tra i grattacieli sotto la pioggia, camminare in uno dei giardini più belli del Giappone e finire la giornata in un bar fermo agli anni ’70 con una gattina e Chet Baker in sottofondo.

Il secondo giorno ci ha ricordato perché amiamo così tanto questo paese:
per i dettagli, per il silenzio… e per tutto quello che non stavamo cercando.

Japan, a tra poco!

Posted by in Giappone' 26

Ci sono viaggi che finiscono quando atterra l’aereo. E poi ci sono quelli che restano lì, sotto pelle. Il Giappone, per noi, è stato così. Appena tornati ci ritrovavamo a dire frasi del tipo: “Ti ricordi quel ramen?” “Ti ricordi quel tempio?” “Ti ricordi quella sera a Kinosaki?” E soprattutto: “Ma se tornassimo?” Detto. Fatto. A meno di un anno dal nostro primo viaggio, stiamo per ripartire per il Giappone. Questa volta però sarà un viaggio un po’ diverso. Prima di tutto non saremo soli: con noi verranno anche la…read more

Ultimi giorni: cicatrici d’oro, tonno pazzo e un addio troppo veloce

Posted by in Giappone '15, Viaggio

Ultime 48 ore in Giappone. Siamo tornati a catapultarci nella metropoli di Osaka, dove le luci sono più forti, la folla più compatta e i suoni più invadenti. Abbiamo mangiato okonomiyaki bollente e appiccicoso, fatto shopping compulsivo in negozi minuscoli e sovraffollati, girovagato a caso, un po’ persi e un po’ divertiti. Un pranzo siamo finiti da Toyo Izakaya, che è diventato una specie di leggenda vivente dopo essere stato protagonista di “Street Food” su Netflix. Taglia il tonno a colpi di coltello come se stesse danzando su un palco…read more

Sedicesimo giorno: tra arte, onde e sogni surreali sull’isola di Naoshima

Posted by in Giappone '15, Viaggio

Mi sveglio presto, alle 6, con il suono delle onde. Denny ancora dorme. Mi preparo un tè e esco a berlo in riva al mare, in silenzio, in connessione. Mi mancava il mare. Si sveglia anche Denny, facciamo colazione e ci mettiamo in marcia verso il primo museo della giornata. Non sto più nella pelle: è stato progettato da Tadao Ando, uno dei miei architetti preferiti. Appena arriviamo, non c’è quasi nessuno. Ce lo godiamo tutto: i pieni e i vuoti, il cemento grezzo, la luce che taglia gli spazi….read more

Quindicesimo giorno: pioggia, meditazione e zucche giganti sull’isola dell’arte

Posted by in Giappone '15, Viaggio

Ore 6: siamo in piedi. Ha piovuto tutta la notte, e l’aria ha quel profumo di legno bagnato che ti rilassa. Alle 6:20 bussano alla porta: “è ora della meditazione”. Scendiamo nel tempio. Entrano i monaci, vestiti di tutto punto, tre inchini, in ginocchio, libro in mano, e iniziano a intonare i canti. Sutra recitati a voce profonda, ritmica, potente. Chiudo gli occhi e succede qualcosa. È come se venissi trascinata altrove. In uno spazio lontano dalla coscienza, in un silenzio interiore profondo. Trenta minuti di trance, poi un monaco…read more

Quattordicesimo giorno: templi, lanterne e silenzi sospesi tra i cedri di Koyasan

Posted by in Giappone '15, Viaggio

Che bello il lettone. Dopo una dormita rigenerante siamo pronti per un’altra avventura mistica. Metro, treno, paesini dispersi nei boschi, e si sale, si sale.I boschi diventano sempre più fitti, i paesi sempre più piccoli e affascinanti. Arriviamo alla funicolare, che in pochi minuti ci porta a circa 870 metri di altezza, fino alla stazione di Koyasan. Poi un ultimo autobus ci conduce finalmente al paese. Koyasan è uno dei luoghi più sacri del Giappone: un altopiano immerso tra i monti, cuore del buddhismo Shingon, fondato oltre 1.200 anni fa…read more

Tredicesimo giorno: saluto a Kinosaki, atterraggio spaziale a Osaka

Posted by in Giappone '15, Viaggio

Ultima colazione giapponese nel nostro ryokan: pesciolino, tofu caldo e riso. La combo che ormai ci sembra quasi normale. Facciamo un’ultima passeggiata per Kinosaki, tra le viette silenziose e le lanterne che sembrano già mancarci. Ci fermiamo a bere un caffè con quelli che definiamo affettuosamente “i vecci del quartiere”. Sono lì che chiacchierano pacifici, ovviamente dell’orso avvistato il giorno prima.Ultimo pediluvio caldo. Ultimo sguardo. Ultimo sospiro. Kinosaki… sei ufficialmente nella mia top ten dei paesini più belli mai visti. Poi saliamo sul treno. Dopo tre ore di viaggio tranquillo,…read more

Giorno 12: Onsen bollenti, granchi prelibati e un orso a passeggio: Kinosaki surreale

Posted by in Viaggio

Sveglia lenta nei nostri futon. Colazione tranquilla, poi scarpe da ginnastica ai piedi: oggi si scala. C’è una piccola montagna proprio qui a Kinosaki, raggiungibile anche con la funivia, ma vuoi mettere salire a piedi? All’inizio del sentiero troviamo un cestino con bastoni di legno da prendere in prestito. Mio! E accanto, un bel cartello con su scritto “Attenzione: orsi”. Ci ridiamo su, come fanno gli scemi, e scherziamo: “Orso, prepara il caffè, che arriviamo”. Dopo circa mezz’ora di scalini sconnessi e acchiappapolpacci, raggiungiamo la cima. Il paesaggio si apre:…read more